martedì 1 ottobre 2013

Le cose che volano.


Ci sono cose che volano poiché non saprebbero fare altro. Ci sono cose che volano poiché sono nate per farlo. Ci sono cose che volano poiché smetterebbero mediocremente di esistere in mezzo alla folla che semplicemente cammina. Ci sono cose che volano poiché soltanto all'aria è concesso il lusso di tenerle per mano. Ci sono cose che volano velocissime poiché persino a migliaia di chilometri di distanza io le sento. I palloncini. Gli aquiloni. Gli albatri. I gabbiani. Le buste di plastica. Le foglie. La sabbia. La polvere. La pioggia quando c'è un vento terribile e il cielo è buio e se fossi in casa vorrei appoggiare la faccia ai vetri della finestra e scoprire improvvisamente che non sono solo nella stanza. Gli aerei. E quindi le persone che ci siedono dentro, illudendosi che stiano volando anche loro, invece si stanno solo spostando. Per questo l'uomo non potrà volare mai, egli ha bisogno di spostarsi e non semplicemente di sostare nel cielo. Ci sono cose che volano poiché non saprebbero diversamente come arrivare in tempo. I fogli di carta. Le parole. Le risposte alle parole. Il fumo delle sigarette. Quello degli incendi. La luna, anche se alcuni ottusi sostengono sia sempre ferma nello stesso posto. Le mani quando riescono a toccare chi non potresti raggiungere con meno di sei ore di viaggio. Ci sono cose che volano poiché non sanno ancora della forza di gravità, come nei cartoni animati Wile E. Coyote superato il burrone cammina finché non si ricorda che gli manca la terra sotto ai piedi. Poi giù. Ci sono cose che volano. Altre che fuggono. Molte che restano immobili per paura di inciampare. Qualcuna che inciampa e non ha paura di cadere. Ci sono cose che volano poiché nessuno glielo impedisce. Le canzoni ascoltate col volume altissimo. I capelli che cadono dal cappotto su cui si sono appoggiate per caso durante un abbraccio. Gli odori che si perdono per strada. Le promesse soltanto pensate. I desideri. Le mani. Le mie quando le muovi.