sabato 11 luglio 2015

La voce del padrone



Smettetela una buona volta di parlare dei vostri cani come se fossero bambini. Vi manderei al rogo, altro che Giovanna D'Arco. Ma che cazzo li chiamate amore, tesoro, gioia? Peggio, credete che davvero chiamarli Otto o Charlie o Billy faccia per loro una qualche maledetta differenza? Ma davvero fate? Le bestie riconoscono al massimo la voce del loro padrone, ma assai più probabilmente è l'odore che regala loro una parvenza di interazione intelligente. Avete mai provato a far chiamare il vostro cane col suo nome da uno sconosciuto in un luogo rumoroso? Nove volte su dieci se ne fotte. E se accade invece in un luogo silenzioso, quello si gira perché sente il "rumore" della voce, non certo perché qualcuno ha pronunciato il suo nome. Birillo, Rudy, Trudy, Clementina, Tyson. Voi siete scemi. Scemi, imbecilli e rincoglioniti, ecco cosa siete. Potete tenerli i cani, per carità, povere bestie incapaci di odio, ma prendetevi dei tranquillanti e non cercate di supplire alle mancanze umane con un'ossessione che vi rende ridicoli. Questo per non parlare dei vostri figli finché non compiono il diciottesimo anno di vita.