martedì 5 novembre 2013

Cose di te che adesso conosco.


Non basta, poiché sembra che niente basterà mai a renderci meno sconosciuti, ma ci sono cose di te che adesso conosco. Il silenzio. Lo sguardo infastidito. L'insofferenza per certe parole, quella per certe cose. Come dormi, quanto dormi, quanto ci metti ad addormentarti. So che ti piace la frutta e quale frutta ti piace. So che bevi il latte e che dentro ci metti lo zucchero. So che ami i dolci. So che ami mangiare e questa è una cosa che mi piace. So che preferisci l'acqua naturale. Conosco il tuo odore. Conosco l'odore che hai al mattino, quello che porti con te fuori dal bagno appena esci dalla doccia, quello che hai a sera, l'odore buonissimo di quando sei stanca, difficilissimo da dimenticare. Conosco le tue paure, i tuoi dubbi, non tutti ma una parte importante di essi. Conosco il tuo passato, non tutto, non profondamente, ma so che non mi è indifferente poiché tengo a te. Non so a cosa serve scriverti queste cose, eppure te le scriverò. So che non t'importa delle sedie fuori posto, di mettere in ordine per forza, subito, ogni volta. E anche questa cosa mi piace. So che non ami ascoltare continuamente la musica. So che a volte scrivi in silenzio. So che ti piace il gelato. So che sei autonoma. E in realtà lo sapevo da un pezzo. Conosco il tuo profilo nella penombra del cinema, illuminato dal film che sei andata a vedere. So come descrivi le cose a chi ti sta accanto. So che cambi spesso idea, ma non quando hai deciso che non vuoi cambiarla. So che sei testarda. So che sai muoverti in una grande città. So che ami muoverti. So che ti muovi, ma non quando sei immersa nel sonno. So che ne vale la pena, ma non so perché, e quindi se davvero ne vale la pena io non lo so. So che ho voglia di dirti cose che probabilmente non ti dirò. So che le mie mani non smetteranno di farsi muovere e che così veloci non si sono mosse mai. So che i tuoi capelli bagnati sono bellissimi e so anche che non la considererai un'opinione oggettiva. So come ti muovi in casa mentre fai cose normali, come riempire un bicchiere d'acqua o mettere velocemente a posto la spesa. So che sei capace di risolvere un problema, ma non ho ancora capito quanti problemi riesci a causare. So che non ti piace farti fotografare. So che non sei fotogenica e che quando leggerai questa frase farai una smorfia. So che andare con te in un museo mi piace molto. So che nemmeno stavolta saliremo insieme sulla grande chiesa che nessuno finirà mai di costruire. So che vuoi mi comporti con naturalezza, ma anche che questa naturalezza sia conforme a certe "regole", me le hai spiegate e le ho capite. So che i tuoi saranno sempre per me colori d'estate. So che non so ancora abbastanza, che forse non voglio sapere troppo, che probabilmente farò il possibile per sapere tutto. So che sei tu, sei qui e che tuo è il nome che ho ripetuto mille volte più di quante abbia mai pronunciato mio.