venerdì 28 novembre 2014

Che male c'è?


Che male c'è, mi chiedo, a desiderare di possedere qualcuno? Che male c'è a volere che sia tuo e di nessun altro? Dov'è il problema se, insieme a una certa quantità di liquidi, ci si scambia anche la promessa di fare come le molecole che per dividerle non basta un cambiamento di umore? Perché ci si dovrebbe vergognare di provare rabbia per un passato in cui si era sconosciuti e invece si sarebbe potuti già essere amanti? Che male c'è a non desiderare nessun altro? A non voler muovere un altro passo senza la certezza che quelli di qualcuno si muovano all'unisono? Chi l'ha detto che l'esclusività è un limite? Dove sta scritto che davvero dev'essere così fottutamente difficile esser sereni e, il più a lungo possibile, felici? In quale paese del cazzo è davvero legge non doversi chetare una buona volta? In quale dannata regione del mondo è vietato mettere la testa sul petto di qualcuno per lasciarcela tutta la notte, tutte le notti?