sabato 14 maggio 2011

Se questo è un fuoco.


Vienimi a prendere. Mi lascerò prendere. Vienimi a guardare e non mi opporrò. Vienimi a togliere le mani di dosso, mi lascerò prima toccare. Vieni, ti aspetto. Con una mano tienimi al muro e con l'altra aprirmi il ventre da parte a parte. Vieni a prenderti le mie notti, tutte quante. Vieni a dormire il mio sonno, mi lascerò consumare. Vieni a cancellare le mie parole, mi lascerò riscrivere. Vieni a togliermi il fiato, mi lascerò respirare. Vieni, non farti pregare, lascerò aperta la porta, fingendo di non averla chiusa per sbaglio. Vienimi a cercare con sguardo torvo e minaccioso, mi lascerò trovare. Vieni a togliermi il tatto dalle mani, lascerò che tu le riempia di desiderio. Vieni a farmi a brandelli, masticami, schiacciami, scioglimi tra il palato e la lingua. Vieni, entrami in bocca ed avvelenami, il tuo sapore mi piacerà.

7 commenti:

  1. Ci passai dalla tua strada. Non proprio la stessa, ma. Ogni tanto ci passo ancora. Ogni volta voglio liberarmi dalle catene e andare. Invece resto. Non sempre è un bene. Ma qualche volta, più di qualche volta, vale la pena. Uso una bilancia taroccata, questo è il mio segreto.

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  3. Però..
    Bella questa poesia, preoccupatamente negativa ma comunque intrisa di significato, di essenza.
    Le parole gridano, avvolgono, assalgono, giudicano.
    Le parole il suono, sono tutto in questa poesia.

    Complimenti.

    Anche io gestisco un blog, di attualità [Cobalto Slam (www.cobaltoslam.com)]: se ti viene voglia di farci un giro. Non che la politica e gli avvenimenti recenti siano molto più confortanti di queste tue righe... :)
    Ciao

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  4. Nnn è una poesia, credo. Non so bene cosa sia una poesia ma grazie lo stesso. Verrò a trovarti.

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  5. Rendimi nobile come un gioiello giace sul collo e fino al seno.
    S'è il tuo sudor a offrir veleno, di gocce dovrei morir gemendo.

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