lunedì 16 maggio 2011

Ti.


Ti. Dietro una sillaba, un milione di parole pulsanti. Ti. Dietro a due lettere, altre che spingono. Ti. Dietro ad un breve inizio, una fine grandiosa. Ti. Dietro ad un dubbio piccolo quanto una consonante e una vocale messe insieme, una certezza grossa quanto una casa per due. Ti. Con tutte le lacrime calde che posso tenere segrete. Ti. Con tutto il me stesso che non ha ancora perso la ragione. Ti. Ogni volta che una notte finisce e riesco a sfuggire al buio, al sonno. Ti. Ogni volta che una promessa si annida dentro al tuo nome. Si, ho un'idea, che tu sia qui. Ho un'idea, che tu sia vicina. Ho un'idea, che tu esista. Per sempre, quella cosa scura e profonda, quella parte segreta, quella parte di nuovo viva, quella parte che brucia al fuoco senza sapersi consumare, quella parte ch'era ferma ad aspettare, quell'appuntamento lungo trent'anni, al quale sono puntualmente mancato, quell'impegno che non sapevo di voler rispettare, quella canzone che suona uguale alla mia, quella cosa che mi sta impedendo di sbattere l'indice sopra a un punto, solo virgole, voglio che sia, solo virgole la nostra vita.