domenica 1 maggio 2011

Opere e ammissioni.


E datemi in pasto ai leoni. Spogliatemi delle bugie che mi hanno nascosto alla vista degli altri. Legatemi le mani in modo che non possa farne arma o strumento. Bendatemi gli occhi con i quali ho potuto spiarvi per mesi. Lasciatemi sulle ginocchia, in modo che il dolore possa farmi pentire davvero. Tiratemi indietro la testa e costringetemi a bere da un bicchiere d'aceto. Date fuoco a quel che ho messo su carta, a tutto quel che ho detto senza pesarne il potere. Picchiatemi forte sul capo, affinché tutti i pensieri possano uscirne scappando, senza che abbiano il tempo d'imbellettarsi e farvi del male. Prendetemi senza chiedere conto della mia volontà. Trascinatemi nel mezzo della notte, mentre il cuore sfonda il petto ed il sangue pulsa nelle meningi. Esponetemi al giudizio del popolo. Gridate il mio nome tra le risa di scherno. Liberatevi della mia libertà.

1 commento:

  1. O magari in pasto ai leoni andrebbe chi ti spia a sua volta, senza esserne del tutto autorizzato, ecco.Usare una lingua che viene ammirata dai più non è una colpa.La libertà vale per la scrittura e anche per la lettura. Nessuno obbligherà mai nessuno a farsi sedurre da una parola. Paradossalmente. Nessun colpevole in chi seduce, mi verrebbe da dir. In questo caso, almeno. I sedotti e abbandonati dalle parole altrui non sono che persone morbose e dovrebbero ripensarsi radicalmente.

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