giovedì 5 settembre 2013

Mi capita spesso.


Mi capita spesso quella cosa dell'odore, ma non te la dirò. Sai quella cosa dell'essere apparentemente immerso nelle chiacchiere, in mezzo alla gente che parla, ed è estate finalmente, e almeno per un poco niente di orrendo ti aspetta l'indomani? Ecco, quella roba là. Chiacchiero di cose inutili come se si trattasse di mettere nero su bianco i punti fondamentali della conquista del mondo. Così impegnato a dispensare sciocchezze a voce alta, guardo ovunque, cercando di non abbassare lo sguardo al petto, dove tengo nascosto in un angolo tutto quello per cui vale davvero la pena parlare. O restare una buona volta in silenzio. Mi capita spesso quella cosa dell'odore, ma non te la dirò. Ho la testa immersa nell'acqua, la lingua impastata dal sale, la pelle sferzata dal sole e cammino dove finisce la sabbia e comincia il mare. Poi si ritrae. Poi ricomincia. Poi si ritrae. E ciascuna delle parole che non ho detto fino a quel momento, ciascuna di quelle che ho deciso di provare a tenere segreta, scalpita come se mi volesse regalare un dolorosissimo parto, ma io so bene come ricacciare dentro tutto quello che domani venendo alla luce sarà enormemente più bello. Mi capita spesso quella cosa dell'odore, ma non te la dirò. Inciampo continuamente nelle cose, spesso anche nelle persone, chiedo scusa e vado avanti, quasi come se quello che vedo là in fondo, lontano, sia molto più importante di quanto mi passa accanto in quel momento. Poi mentre sorrido, o guardo l'orologio, o cerco un bar nel quale chiedere dell'acqua, o ascolto chi mi sta parlando, improvvisamente lo sento. Lo sento fortissimo e mi manca il fiato, ed è solo per non dover spiegare qualcosa che forse in parole stavolta proprio non saprei mettere, solo per questo non mi piego in due appoggiando le mani alle cosce e le gambe sulle ginocchia. È questione di un minuto, sorrido spaventato, respiro velocemente perché non finisca troppo presto. Mi capita spesso questa cosa del tuo odore, ma non te la dirò.